Pagelle da Stadio: Bologna Palermo 3-1

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Da Costa 12, no, nessun errore di battitura. Avere un secondo così è tanta roba, e il voto racchiude quanto di buono fatto in queste partite da vero numero uno. #GrazieAngelino

Torosidis 6, si ritrova a dover dialogare con Krejci che solitamente pascola sulla fascia opposta, e in effetti l’intesa non è delle migliori, ma il Toro porta a casa la pagnotta. #Sindacalista

Gastaldello 5, nei festeggiamenti a fine partita dirige con maestria i compagni nella mannequin challenge, l’ultima boiata dei social. Ci riesce benissimo visto che ultimamente è un manichino esperto in difesa. #mannequinchallenge

Maietta 6.5, bentornato Mimmo, non lasciarci mai più. #Leader

Masina 6.5, si divora quello che era andato in Cina per il bene del Bologna ad ogni occasione. In gran spolvero. #BellaCinno

Nagy 6, prove di convivenza con Viviani che gli soffia il posto da regista. Meno in palla di altre volte, ma sempre puntuale con l’aumento di capitale di Joey Saputo. #FacciunBonifico Continua a leggere

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Tre Kebab indigesti: il racconto di #RomaBFC

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Domenica 6 novembre, dodicesima giornata del campionato di Serie A, il Bologna prende il freccia 1000 e va nella capitale ad affrontare la banda di Spalletti.
Gastaldello, Masina e Verdi sono le nuove star del film mamma ho perso il treno: mi sono smarrito a Casteldebole. Torna  invece dai camerini Mattia Destro che parte dalla panchina. Sotto le due torri come al solito le opinioni sono come le palle: ognuno ha le sue. C’è chi ci da già per vinti, che tanto senza Verdi che ci andiamo a fare, e poi non ci sono neppure Maietta e Gastaldello. Sono gli stessi che Gastaldello è tristo, è cotto, è bollito, butta la pasta che c’ho fame. Poi c’è chi dice che possiamo giocarcela, che in fondo anche contro la Lazio eravamo spacciati, che la Roma in difesa non è poi tutta sta gran cosa, che quasi quasi due spiccioli sul due secco ce li butto. Insomma, nulla di nuovo sotto il Nettuno. Ma queste sono chiacchiere, e le chiacchiere stanno a zero. Quello che conta è cosa ne pensano invece mister Donadoni e i ragazzi.

Pronti via, pare che loro la pensino con cauto ottimismo. Cross di Taider per Krejci che, a un metro dalla porta difesa da uno che per cognome ha il codice fiscale Aieie Brazov, manca il bersaglio. Evidentemente Ladislav non è tra quelli del due secco alla snai. All’Olimpico la partita prende la piega che non ti aspetti, con i rossoblu all’attacco e la Roma a difendere non senza qualche affanno. Non sono passati cinque minuti che Sadiq, sceso in campo con un piglio mai visto prima, va addirittura in gol, ma il cross di Taider era oltre la linea di fondo. Annullato, quando si tratta del Bfc ci vedono tutti bene oh. Sull’azione successiva è ancora il Bologna a farsi in avanti, con un certo Fazio che salva ancora su Sadiq. Sì, lo so che sembra già passata mezz’ora, ma siamo al decimo minuto. A questo punto quelli della Roma la smettono di poltrire e capiscono che forse è il caso di iniziare a prendere le misure. Chi non le prende bene è Ferrari che si lascia saltare da Perotti con la stessa facilità con la quale Rocco Siffredi rimorchia il sabato sera in un night club di Budapest. Masina idem con patate. Sul tiro di Salah infatti, Angelino Da Costa è già bello che pronto a parare ad occhi chiusi, ma non fa i conti con i trascorsi di Adam, nato come attaccante nelle giovanili del Bfc, che insacca nella porta sbagliata. Autogol, di nuovo. La partita si rifà la piega.
I rossoblu non si perdono d’animo e provano a reagire, manca però l’apporto degli esterni in attacco. Masina e Krafth fanno fatica a superare la metà campo visto che Salah e Perotti ce la mettono tutta per prolungare la notte di halloween per i due terzini del Bologna. Non va meglio ai due centrali di difesa, terrorizzati ad ogni lancio lungo su Dzeko e compagni più di Fabrizio Corona nel bel mezzo di un blitz della Guardia di Finanza. La partita perlomeno non è la solita noia a cui l’altissimo livello della Serie A ci ha abituati. Ed ecco che al trentaquattresimo minuto un disimpegno sbagliato della retroguardia giallorossa consente a Sadiq di involarsi verso Aieiei Brazov che esce al limite dell’area, o forse dentro, o forse un po’ e un po’, intervenendo sulla palla, o sulla gamba, o tutt’e due. Tutto regolare, e nulla di fatto per il Bologna (ndr io sono d’accordo con l’arbitro). Sadiq ci guadagna pure un infortunio. Se esistesse una carta fedeltà infortunati, avremmo già vinto l’intero set di pentole di Mastrota. Il primo tempo termina così sul risultato di 1 a 0 per i lupetti. Continua a leggere

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Pagelle da Stadio: Roma Bologna 3-0

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Da Costa 6+, fosse un operaio alla Ducati bisognerebbe pagargli gli straordinari. Anche questa sera grandi interventi, forse una sola sbavatura sulla respinta in occasione del terzo gol del kebabbaro. Non può nulla contro la vena realizzativa di Masina. #DategliUnAumento

Krafth 5.5, Perotti se lo beve a passo di tango con la rosa in bocca, a lui non resta che ingoiare le spine. #Olè

Ferrari 4.5,  Donadoni sfoglia la disponibilità dei centrali rossoblu come si spetala una margherita col m’ama, non m’ama e Alex vince facile il ballottaggio col greco. Peccato però che riesce a far peggio di lui. #InBambola

Helander 5, avete presente le vocine degli animali nei video di paperissima che fanno dobbiamo stare vicini vicini? Ecco, lui fa tutto il contrario con Dzeko e gli concede più libertà di un giudice al processo contro Berlusconi. #LaDifesaèUgualeperTutti

Masina 5, Salah dalle sue parti fa più paura della finanza a casa di Fabrizio Corona. La sola volta che fa la diagonale riesce a far gol, nella porta sbagliata. #ManiInAlto

Taider 5.5, alla fine non ho ben capito quale fosse il ruolo che mister Donadoni gli ha disegnato in questo match, e forse manco lui. #Naufrago
(Pulgar 5)

Viviani 6-, era senza dubbio l’occasione giusta per lanciarlo e lui lascia intravedere buone cose. Batte le punizioni come Cristiano Ronaldo, per il momento solo nell’imitazione della rincorsa. #FV6 Continua a leggere

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Tifosi del Rapid Vienna sbagliano aereo e si ritrovano nella giungla del Madagascar: “ci sono comunque più ultras qui che a Sassuolo”

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Nella serata di ieri, i tifosi del Rapid Vienna hanno raggiunto, dopo non poche difficoltà, la città di Reggio Emilia, per supportare la propria squadra impegnata nella sfida di Europa League contro il Sassuolo al Mapai Stadium.

La partita è finita sul punteggio di due a due, con gol al novantesimo degli ospiti, ma loro, i tifosi del Rapid, probabilmente manco lo sanno. Sobri e lucidi come il commento del Civ al lunedì, gli ultras d’oltralpe, al grido di “la partita non c’interessa”, si preparavano a fare ritorno in patria dando fondo alle loro infinite scorte di birra e pretzel. Giunti a Bologna, hanno fatto un salto al Dall’Ara, visto che ormai ci si sono affezionati, e poi dritti all’aeroporto destinazione Vienna. Peccato però che fossero più ciucchi di Arisa prima di condurre X Factor e abbiano sbagliato gate, imbarcandosi sul volo con destinazione Madagascar. Fatto scalo a Malta, tra lo stupore dei presenti, pare abbiano dichiarato che si aspettavano che Milano fosse più grande di così e, cocciuti e imperterriti come Sgarbi quando ripete capra elevato alla n, hanno perseverato nell’errore in direzione Madagascar. Giunti a destinazione e resisi conto che in Austria non ci sono scimmie sugli alberi, hanno dichiarato: “ok, probabilmente abbiamo esagerato con le birre, ma non è colpa nostra se il navigatore non riconosce la città Sassuolo, e poi non giocano neanche in casa. Speriamo di tornare presto a Bologna e comunque ci sono più ultras qui in Madagascar che a Sassuolo”.

#RaccontiLerci

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Settore Ospiti: Fiorentina

 

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Prosegue “Settore Ospiti” la rubrica di The Andrea Costa Tales che da i voti alle tifoserie avversarie che, giornata dopo giornata, giungono al Dall’Ara. Il punteggio viene assegnato in base a tre categorie: numerosità, cori e coreografie. Per ciascuna di esse viene dato un voto da 1 a 5, per un totale massimo possibile di 15 punti. Non entriamo volutamente nel merito di gruppi o tifo organizzato. Si tratta di una rubrica satirica, come è nello stile del blog, e le stesse pagelle altro non sono che puri sfottò. Buona lettura!

11ª giornata di Serie A: Bologna Fiorentina 0-1

Numerosità 4/5. Non fanno il pienone, ma sono in buon numero. Una distesa viola che, data la vicinanza col due novembre, fa tanto festa dei morti. Dolcetto o violetto? Alla fine però sul campo, e solo sul campo, lo scherzetto ce lo fanno loro.

Cori 3/5. Visto il numero ti aspetteresti Continua a leggere

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Il Moviolone di Torogiacomino non mente mai. Il Racconto di #BFCFiorentina

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21 febbraio 2012, Bologna Fiorentina due a zero, gol di Diamanti e Ramirez. Io quel 21 febbraio 2012 ero a Tallinn, Estonia, agli inizi del mio erasmus. Ora direte voi, e sti cazzi? E sti cazzi sì, avete ragione, ma questa data mi ricorda due cose. La prima è che sto inesorabilmente invecchiando, la seconda è che non ho memoria dell’ultima volta in cui ho assistito a una vittoria sulla viola.

29 ottobre 2016, è il giorno del derby dell’Appennino come lo chiamano gli addetti ai lavori, è il giorno della sfida coi violacacca per il popolo rossoblu. Fuori c’è il sole, in curva è prevista una maxi coreografia e la birra scorre a fiumi. Un sabato qualunque, un sabato italiano. I viola hanno fatto cacca dall’inizio della stagione, ma hanno una buona squadra, di gran lunga superiore alla nostra, e sono in netta ripresa. Noi abbiamo fatto bene soprattutto a inizio campionato, abbiamo una squadra onesta e siamo in calo. Diciamo che la snai non ci da per favoriti. Donadoni deve ancora rinunciare a Destro e nella conta del passa passa paperino con la pipa in bocca tra Sadiq e Floccari, a spuntarla è quest’ultimo che si posiziona al centro dell’attacco rossoblu coadiuvato da Verdi e Krejci. In difesa Helander prende il posto del povero Maietta, con Oikonomou che oramai nelle gerarchie di Donadoni si piazza dopo il preparatore atletico dei portieri e in stretto ballottaggio con il giardiniere di Casteldebole. Nel mezzo, turno di riposo per Nagy e dentro Pulgar, rinfrancato dal gol contro il Chievo.

In curva c’è apprensione per la coreografia che manco mia madre quando le dico che vado in trasferta. Vèz tu che pallino hai? Oh, hai letto le istruzioni? Ma li alziamo adesso sti cosi? Io c’ho il pallino bianco. No vèz, tu hai il blu, devi stare al tuo posto! E quando mai abbiamo avuto un posto in curva?! Hai messo la maglietta della salute? Io ho il pallino rosso. Io ho il pallino per la figa! Standing ovation, gran birre.

Nemmeno il tempo di metter via la coreografia che il vichingo Helander svetta su calcio d’angolo. Uuuuh dalla curva. All’undicesimo Verdi si beve Burqa Valero prima e Ilicic poi, che lo stende. L’arbitro Valeri non si sogna nemmeno di ammonirlo, e intanto l’ispiratore di ogni cosa che possa portare il Bologna al gol esce infortunato. Si spegne la luce. Continua a leggere

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